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30 Agosto 2026
Ultima pubblicazione: 10 luglio 2026 15:07:38
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Attualità

LE 9 REGIONI CHE RISCHIANO LA CHIUSURA

Le 9 Regioni che rischiano la chiusura.

Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente condotto dalla Fondazione GIMBE, nella settimana appena conclusa, che va dal 27 gennaio al 2 febbraio, abbiamo assistito ad una stabilizzazione rispetto al numero dei nuovi casi di positività al Covid, 84.652 contro 85.358 della settimana precedente. 

Sono diminuiti i casi degli attualmente positivi 437.765 contro 482.417, i ricoveri con sintomi 20.317 contro 21.355, le terapie intensive 2.214 contro 2.372 e i morti 2.922 contro 3.265. 

Andando nello specifico, rispetto alla settimana precedente, si sono registrate le seguenti variazioni: 

Nuovi casi: 84.652 (-0,8%); casi attualmente positivi: – 44.652 (-9,3%); ricoverati con sintomi: -1.038 (-4,9%); terapia intensiva: – 158 (-6,7%); decessi: 2.922 (-10,5%). 

Dinanzi a questo dato generico positivo, c’è però da sottolineare che nella settimana appena trascorsa la situazione si è fatta critica in alcune regioni, dove si sta assistendo ad un incremento percentuale di nuovi casi. 

Le regioni interessate da tale incremento sono 9: 

Abruzzo, Campania, Liguria, Molise, Toscana, Umbria, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano. 

Vediamo, invece, com’è andata la settimana sul fronte vaccini. 

Al 3 febbraio hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 808.306 persone, pari all’1,36% della popolazione, con marcate differenze regionali: dallo 0,80% della Calabria all’1,89% dell’Emilia-Romagna. 

In media in Italia siamo a 1,36% della popolazione vaccinata. 

Ecco nel dettaglio le percentuali delle popolazioni per Regione che hanno completato il ciclo vaccinale: 

Emilia Romagna 1,89%; Valle d’Aosta 1,75%; Friuli Venezia Giulia 1,63%; Veneto 1,58%; Piemonte 1,58%; Sicilia 1,55%; Provincia autonoma di Bolzano 1,48%; Toscana 1,47%; Campania 1,42%; Molise 1,42%; Liguria 1,32%; Lazio 1,29%; Provincia autonoma di Trento 1,29%; Umbria 1,23%; Marche 1,15%; Sardegna 1,11%; Basilicata 1,10%; Lombardia 1,09%; Puglia 1,08%; Abruzzo 1,06%; Calabria 0,80%. 

Il dato negativo sul fronte vaccini viene dal fatto che, negli ultimi 12 giorni, a causa dei ritardi nelle consegne, sono state somministrate quasi esclusivamente seconde dosi. 

Complessivamente: 

il 71% delle dosi sono state destinate a operatori sanitari e sociosanitari;

il 19% a personale non sanitario;

il 9% a personale ed ospiti delle RSA l’1% a persone di età ≥80 anni. 

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