Genitori contro della Dirigente Carbone.
Il concerto di Natale per gli alunni dell’Istituto Comprensivo “De Amicis-Masi” e per i loro genitori, è forse uno dei momenti più attesi e sentiti dell’anno scolastico.
Quest’anno prima dell’esibizione dei ragazzi, si è consumata una vera e propria “resa dei conti”.
Un fuori programma diretto, condotto ed ideato dalla Dirigente, che in preda alla “rabbia” si è prodotta in uno sfogo all’insegna della polemica.
I fatti.
Prima dell’esibizione tenutasi nella Chiesa Madre di Atripalda, la Dirigente Scolastica Amalia Carbone, si è lasciata andare ad uno sfogo che ha lasciato sbigottiti i presenti e ha scatenato una serie di polemiche che sembrano non smorzarsi, almeno per il momento.
Nel suo discorso durato circa sei minuti, la Carbone, appellandosi a quelli che sono i valori che in questi giorni ci apprestiamo a festeggiare, ha chiesto ai genitori presenti l’instaurazione di un dialogo meno polemico e più collaborativo nel bene di tutti.
Ecco le sue parole.
“Mi sento circondata da malcontento, critiche, disfattismo, dentro e fuori la scuola.
Sto provando a riportare regole che non c’erano, poche disordinate e mal seguite; ordine che non c’era, poco, disordinato e malcomposto.
Ma se questo deve significare essere continuamente oggetto di fango, ribadisco, fango mediatico, che continuamente su questa scuola e su questa dirigenza viene buttato senza rispetto, senza rispetto alcuno, io non sono assolutamente la persona che merita questo trattamento.”
Continua: “Lo dico in un luogo che ha senso.
Prima di offendere, prima di insultare, prima di pensare che ogni azione abbia un retropensiero, passatevi la mano su quella cosa che si chiama coscienza, perché io il mio lavoro lo faccio con dignità.
Dal primo settembre non permetto a nessuno, comunque si chiami, di offendermi ed insultarmi nella scuola che dirigo ogni giorno.
Questo è il mio augurio di Natale, che per cortesia, chi deve perdere tempo a dire cose, gentilmente è meglio che si trova ’na fatica, onesta però, che è quella che faccio io.
So che anche chi mi ha preceduta è stata accolta a fango, vedo che il vostro comportamento però non cambia.
Il mio atteggiamento era diverso.
Tutti i sorrisi, i sogni ed i progetti che ho portato con me nella valigia dal primo settembre in buona parte già li ho chiusi.
Naturalmente a perdere non sono io, a perdere sono i vostri figli, a perdere è questa scuola e questa comunità.
Se è vero che siete comunità. Se siete un’altra cosa, allora mi sono sbagliata.”
E ancora:
“Per quanto mi riguarda, non vado oltre a tenere sullo stomaco gente pericolosa, per i vostri figli e per la scuola, chiunque non svolga con me un lavoro qualificato, dignitoso, serio, giornaliero, tempestivo, se ne può andare.”
Conclude asserendo:
“Allora, prima di sparlare, fate un atto di coscienza, fatelo per i vostri figli, perché capiscano che non si può sparlare continuamente come fossimo al mercato.
Questa è scuola, non è mercato, non vendiamo caramelle, salsicce o formaggi, è scuola, invito tutti a rispettarla, prima di parlare vi prego riflettete.”
Parole molto dure, dettate dal nervosismo e dal mal contento che nell’ultimo periodo stanno interessando l’Istituto Comprensivo, una parte del corpo docente e soprattutto alcuni genitori.
Al di là di tutte le considerazioni fatte dall’interessata, ci preme sottolineare la scelta poca adatta del luogo e del linguaggio poco rispettoso.
Tutto ciò ha giustamente suscitato la reazione di chi si è sentito tirato in causa, i genitori.
Questi ultimi hanno dato risposta alle parole della Dirigente Carbone mediante una lunga lettera indirizzata alla stessa dirigente, al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, ovvero Luisa Franzese, al Provveditore agli Studi Rosa Grano e agli organi di stampa.
Una lettera in cui alcuni genitori passano in rassegna tutto ciò, che, a parer loro, a scuola non funziona, in modo particolare i continui cambiamenti di programma.
I tratti salienti della lettera.
“Noi genitori le chiediamo certezze, siamo stanchi di proclami della tarda sera e smentite del mattino.
Sono tre mesi che vaghiamo tra notizie che lei si affretta a pubblicare sul sito, senza darne comunicazione prima ai docenti, per poi cambiarle, senza spiegazione alcuna.
Ora non ne possiamo più.”
E poi continuano:
“Lei non ha rispetto per nessuno, come ha potuto, nella nostra Chiesa Madre, fare una scenata, ringrazi di non essere stata accompagnata alla porta.
Una persona di buon senso mai avrebbe osato dire certe cose in un luogo sacro che la sta ospitando, doveva essere un momento gioioso.
Lei si è permessa di offendere tutti: docenti, genitori e alunni.
Non si permetta mai più di offenderci sol perché non ha argomenti validi per difendersi.
Questa è una scuola dove le regole si sono sempre rispettate.
Sono le sue bizzarrie inaccettabili e noi non ci stiamo.”
Parole molto pesanti, che sono la risposta allo sfogo della Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Atripalda altrettanto gravi.
Il clima che si è venuto a creare non è positivo e quasi sicuramente non porterà a niente di buono.
Il botta e risposta farcito di accuse reciproche servirà solo ad accendere ulteriormente la polemica.
Il nostro augurio e che si arrivi ad una collaborazione più serena tra le parti per il bene di tutti e dei bambini.


