Atripalda non è più un’isola felice, quella che gli amministratori decantavano e decantano ancora adesso come una città ricca di iniziative e florido commercio, la città dei mercanti, appartiene ad un lontano passato.
La città del Sabato è diventata florida per pochi. Loro fanno quello che vogliono senza nessun controllo.
La stragrande maggioranza dei cittadini subisce in silenzio, solo in pochi si avventurano in “denunce” sui social, che trovano il tempo di una veloce lettura per poi essere dimenticate.
Il tessuto cittadino è stufo di questo e di quello, politicanti e non, che a detta di alcuni non si fanno i “cazzi loro”, continuando a mettere sul chi va là chi in città campa di interessi.
In questi giorni è tornata alla ribalta la questione dei dipendenti infedeli del Comune di Atripalda che con destrezza hanno fatto sparire migliaia di euro dei contribuenti gonfiandosi le proprie buste paga.
Ma che fine ha fatto il procedimento che giace presso la Procura della Repubblica di Avellino dal 2015?
Ed ancora, cosa ne è stato del fascicolo riguardante la Polizia Municipale di Atripalda relativo al Progetto Po.li.ce.?
Ed infine, quali sviluppi ci sono stati sulla questione OIV Azienda Moscati di Avellino che riguarda direttamente l’Assessore alla Trasparenza e Cultura della città del Sabato?
Questi sono solo alcuni dei procedimenti che da anni giacciono presso gli uffici del Tribunale di Avellino.
Vogliamo augurarci che la giustizia “uguale per tutti” non proceda con estrema velocità (rinvio a giudizio in 6 mesi di indagini), su cosucce insignificanti come già avvenuto per un banale commento su Facebook e lasci altri procedimenti che riguardano la pubblica amministrazione e qualche suo interprete a marcire in un cassetto.
Noi nella giustizia ci crediamo ancora, sta agli attori principali renderla veramente uguale per tutti.


