Conti correnti spiati da comuni e regione.
Nei giorni scorsi, è stato approvato dal governo il Decreto semplificazioni il cui scopo dovrebbe essere lo snellimento e l’ulteriore digitalizzazione della burocrazia, andando così ad incidere su tematiche strategiche come edilizia, appalti, procedimenti amministrativi, colpa dei funzionari, green economy.
Ciò che lascia più perplessi del nuovo decreto legge, è la possibilità che avranno i dipendenti pubblici del Comune o della Regione, di accedere all’attività bancaria, finanziaria e ai dati identificativi “di ogni soggetto che intrattenga un rapporto con loro o che effettui qualsiasi operazione di natura finanziaria…”, come citato nel testo ufficiale del decreto legge.
Questa possibilità data agli enti locali, è volta al facilitamento della riscossione di imposte e tasse, anche in maniera coattiva, dovute al contribuente inadempiente.
L’attività solleva non pochi dubbi su come dovrà essere esercitata e se da un lato sembra che ci saranno delle forme di tutela del cittadino, dall’altro non è specificato nel testo del decreto quali saranno le protezioni e le modalità di accesso a questi dati sensibili.
Negli ultimi anni, sono in crescita le violazioni e i reati dei funzionari pubblici e non è rassicurante sapere che questi possano “spiare” le attività finanziare dei cittadini.
Per non parlare dei piccoli Comuni, nei quali è facile che un dipendente pubblico acceda ai dati di coloro che conosce di persona.
Sono, quindi, evidenti i problemi in materia di autorizzazioni e tracciabilità dei funzionari che saranno abilitati ad acquisire informazioni estremamente delicate, che richiedono misure rigide che evitino intrusioni illecite e accessi non autorizzati.


